19 set 2017

Ritorno al Salzla

Domanda: quanti saranno gli alpinisti, specialmente di lingua italiana, che spesso neppure sanno localizzare i Gsieser Berge-Monti di Casies, ai quali possa interessare il Salzla (Monte di Tesido, secondo la toponomastica di Tolomei)? 
Anzitutto, dove siamo? Ci troviamo di fronte ad un "modesto ripiano prativo", un belvedere verde e in parte alberato in Val Pusteria, a meno di cinquanta chilometri da Cortina. Quotato 2131 metri, il Salzla ha in vetta la sua croce, un tavolino e una panca, secondo le migliori tradizioni sudtirolesi. 
Come ci si arriva? Dalla Malga di Tesido-Neue Taistner Sennhuette, nota meta estiva e invernale in circa mezz'ora, seguendo prima una carrareccia sassosa e deviando poi su una traccia erbosa segnalata e numerata col 38/b. Dal ristoro Mudlerhof, raggiungibile in auto dal paese di Taisten-Tesido presso Monguelfo-Welsberg, fino alla cima occorre in complesso un paio d'ore, per cinquecentoundici metri di dislivello: volendo, non è proprio una "passeggiata digestiva"...
In vetta (foto E.M.)
Noi abbiamo apprezzato il Salzla come traguardo di un'uscita di primo autunno, per l'ambiente panoramico, solitario e riposante. Una meta interessante, sempre ignorata e riscoperta grazie all'età, che impone di calibrare le ambizioni (un proverbio Masai dice: "Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada"...) e alle guide di Fabio Cammelli delle Alpi Pusteresi. La cima che abbiamo calcato, la custodiamo ora tra i ricordi più vivi dei Monti di Casies, così diversi dalle Dolomiti ma così affascinanti per chi li sa capire. 
Per quota e impegno, forse il Salzla non fa "curriculum", e la sua salita non richiede di sicuro sforzi sovrumani; noi lo ricordiamo come un luogo particolarmente bucolico, in cui siamo riusciti ad apprezzare la vera poesia della Montagna. 
Caro Salzla, o Monte di Tesido, ti siamo grati per quanto ci hai donato in una malinconica domenica.

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